Il posto dell'Italia al tavolo cinese di One Belt One Road

Foto : Da sinistra

Il presidente XiJinPing apre con un brindisi il banchetto di apertura del One Belt On Read Forum

La carta riassuntiva dei Paesi coinvolti nel proggetto

 

 

  

   Pechino, 14 Maggio 2017 - Il Presidente XiJinPing apre il forum internazionale One Belt One Road (OBOR). Pace - Inclusione - Scambio Libero di Beni e Servizi; queste le parole d'ordine.

 

Su questi principi si basa la pianificazione globale cinese One Belt One Road, rielaborazione in chiave globale e moderna della via della seta (Leggi Articolo dedicato).

 

"Dovremmo costruire una piattaforma aperta di cooperazione e mantenere e sviluppare un'economia mondiale aperta"ha dichiarato il presidente cinese.

 

Dichiarazioni simili al concetto di globalizzazione inclusiva enunciato a Davos di Jack Ma, CEO di Alibaba (Leggi articolo dedicato).

 

Costruire un sistema di "regole globali eque, ragionevoli e trasparenti del commercio e degli investimenti"..."Il commercio è il motore importante dello sviluppo economico" lo scopo comunicato dal Presidente.

 

I premier di Germania, Francia e Stati Uniti non hanno partecipato al Forum. L'assenza viene letta dai più come una mancanza di fiducia dei relativi governi verso la politica economica cinese che mancherebbe di trasparenza e mirerebbe alla destabilizzazione del WTO e delle sue regole.

 

Si apre quindi un panorama di primaria importanza per il ruolo italiano in Europa nelle relazioni con la Cina e, conseguentemente, si presenta una nuova serie di opportunità da approfondire per le aziende italiane.

 

Il premier italiano, Paolo Gentiloni, è tra quelli che hanno partecipato al Forum in prima fila. Unico leader del G7 presente a Pechino, ha posto a primo obiettivo della sua visita l'inclusione dei porti di Genova e Trieste al tracciato della OBOR.

 

"E' importante che Xi abbia confermato la loro intenzione di inserire i porti italiani tra i terminali sui quali investire", ha dichiarato alla stampa.

 

Il peso geopolitico italiano per la Cina sembra soprattutto connesso all'accesso e all'integrazione ad OBOR di Africa e Balcani. "Operazioni triangolari Italia-Cina sia nei Balcani occidentali sia in Africa, come in Mozambico, dove già lavoriamo insieme. Ci sono due o tre Paesi su cui lavorare in Africa, dove i cinesi conoscono l’impegno italiano per le diverse decine di dighe costruite e le numerose infrastrutture realizzate. E poi Eni è il principale operatore petrolifero in Africa e a Pechino lo sanno bene", ha dichiarato Gentiloni.

 

Cassa Depositi e Prestiti ha firmato un accordo con China Development Bank creando un fondo di investimento da 100 MLN a sostegno delle piccole e medie imprese italiane attive sulla Via della Seta. (Segui link per  Costituzioni Societarie in Cina  / Proponi progetti in Italia a investitori cinesi)

 

Parallelamente l'Italia stra stringendo accordi in campo agricolo con la Cina per facilitare la penetrazione di prodotti agroalimentari italiani in Cina. (Per Vendere prodotti in Cina clicca qui)

 

 

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